Integrazione e coesione sociale sono obiettivi che si realizzano grazie allo sport e agli operatori del settore, un mondo di associazioni, appassionati e professionisti che ogni giorno garantiscono la possibilità di svolgere attività di gruppo, di fare aggregazione e di rendere la nostra società migliore. Per questo il nostro impegno deve essere rivolto a garantire strutture sicure ed efficienti che possano essere all’altezza degli appassionati e dei professionisti che si cimentano nelle varie discipline. Voglio farmi promotore di un piano nazionale per di ristrutturazione e intervento sugli impianti sportivi, per dare una risposta alle centinaia di realtà del nostro territorio che oggi si trovano ad operare in ambienti datati.

Va pertanto visto con favore il programma nazionale che attraverso ha messo in campo il credito d’imposta per l’ammodernamento degli impianti calcistici alla riforma del sistema pensionistico degli sportivi professionisti, dai canali preferenziali per le società dilettantistiche no profit nelle concessioni degli impianti pubblici alla maternità per le atlete, fino al rifinanziamento del Fondo sport e periferie: tutti i provvedimenti sono andati incontro alle esigenze di un settore troppo spesso dimenticato dalla legislazione.

Poter contare su un riferimento ministeriale per questo settore è un aspetto che va mantenuto anche nella prossima legislatura. Si tratta di un punto di raccordo fondamentale per questo ambito insieme a tutte le organizzazioni nazionali e internazionali che regolamentano lo sport.
Un aspetto culturale su cui tornare a puntare è quello per contrastare episodi di violenza nel mondo dello sport. Vanno sostenute quelle associazioni che si fanno portatrici di valori di fratellanza nel mondo dello sport e che stabiliscano un legame di fiducia e di rispetto reciproco nei settori delle tifoserie, anche attraverso programmi scolastici anti-violenza.
Fra le priorità dell’iniziativa politica deve esserci il rafforzamento delle politiche di promozione dello sport nel mondo femminile al fine di offrire pari opportunità anche in questo settore.

Gli obiettivi per la prossima legislatura mirano all’approvazione di un Codice unico dello sport e dal superamento della distinzione tra atleti professionisti e dilettanti. Fondamentale il legame con il mondo della scuola per potenziare e uniformare il programma di promozione dei valori sportivi, così come proseguire nell’opera di recupero e riqualificazione degli impianti dismessi. In questa direzione si è mosso il bando periferie che ha stanziato oltre mezzo miliardo di euro per i progetti promossi dalle amministrazioni locali attraverso il CONI. La modalità è particolarmente utile al nostro territorio perché non si prevedono assorbimenti di risorse da parte di grandi poli, bensì si favoriscono piccoli interventi (fino a 2 milioni ciascuno) in modo da valorizzare anche le piccole e medie realtà del territorio.

Occorre ripartire dalla legge Melandri per concepire una nuova riforma del settore. Si tratta dell’ultimo provvedimento organico che ricomprende tutto il mondo sportivo. E’ necessario aprire una riflessione sulla nuova forma di “associazione sportiva dilettantistica con scopo di lucro” che nella sua accezione ricomprende una forma ibrida. Questa nuova tipologia può entrare in conflitto con il mondo del dilettantismo, di per sé contraddistinto dallo spirito di volontariato. La criticità che va sollevandosi è che lo sviluppo di associazioni dilettantistiche con scopo di lucro avrà un’incidenza importante nell’assegnazione e nell’uso degli impianti sportivi pubblici a detrimento delle associazioni dilettantistiche pure.
Va attuata una corretta redistribuzione delle risorse pubbliche tra lo sport dilettantistico puro e lo sport professionistico. Il fine dev’essere quello di inquadrare il grande movimento dello sport di base come una risorsa importante in termini sociali, sanitari e di aiuto alla salute fisica e psicologica. C’è la necessità di prevedere maggiori vantaggi, anche in termini fiscali, che ne favoriscano lo sviluppo.