Pene più severe per chi ruba nelle abitazioni e nelle aziende, maggiori tutele per gli anziani vittime di truffe. Processi più rapidi per accertare le responsabilità per rafforzare lo Stato di diritto. Prosecuzione delle iniziative governative per il rafforzamento della presenza sul territorio grazie al piano per 10 mila assunzioni nelle forze dell’ordine, tutelando il reddito e le prospettive di carriera degli operatori.

Il mio impegno nella prossima legislatura è quello di presentare una proposta di riforma del codice penale per rendere più severe le condanne per chi truffa gli anziani. Il Governo ha sbloccato i contratti per i lavoratori delle forze dell’ordine e ha proceduto al riordino delle carriere. La decisione era attesa da anni sia dagli operatori del settore che dai cittadini. Le misure adottate consentiranno di ottenere un maggior presidio del territorio e maggiore capacità di intervento di contrasto ai reati predatori.
Il risultato sarà quello di diecimila assunzioni tra carabinieri, poliziotti, finanzieri, agenti penitenziari e vigili del fuoco ogni anno, con l’obiettivo di aumentare la presenza capillare sul territorio e la percezione effettiva della sicurezza.
In questi anni è diminuito il numero dei reati, tuttavia le persone sentono bisogno di sicurezza e percepiscono maggiori rischi, nonostante il crollo del numero di omicidi e quello dei reati contro il patrimonio. Per questo non è sufficiente solo il contrasto al crimine, ma serve un’operazione culturale e sociale per assicurare il diritto a sentirsi sicuri.
Il Governo ha finanziato progetti di videosorveglianza per 37 milioni di euro a beneficio di enti locali e provati, sono molti i comuni che si stanno dotando di impianti che agevolano le forze dell’ordine nell’individuare gli autori di reati. Occorre mettere in rete sia la tecnologica pubblica che quella privata, in modo da dare maggiori strumenti di indagine e serve proseguire su questa strada arrivando a finanziare 50.000 nuove videocamere per la sorveglianza su tutto il territorio nazionale.
La Regione Toscana negli ultimi anni ha finanziato progetti in favore delle amministrazioni comunali per circa 2,5 milioni di euro. Sono stati 130 i municipi coinvolti, in una prima tranche i fondi sono andati ai territori più grandi, mentre in seconda battuta il bando ha interessato i Comuni più piccoli.
Lo scopo deve essere quello di mettere a disposizione delle forze dell’ordine di uno strumento che sia in grado di monitorare tutti gli impianti in rete, anche sul fronte della sicurezza stradale.

Occorre che la società civile venga messa nelle condizioni di tornare ad “abitare” i luoghi ora bersagliati dal degrado e “occupati” da soggetti dediti al crimine. Per cambiare questa situazione occorre destinare risorse per la nascita di imprese commerciali e associazioni che tornino a popolare i contesti urbani oggetto di episodi di degrado. Un’operazione da portare avanti attraverso il coinvolgimento della popolazione locale e anche attraverso la realizzazione di specifici progetti.
L’apporto delle nuove tecnologie di comunicazione è un’opportunità anche per i cittadini che possono condividere le informazioni e le segnalazioni coinvolgendo gli addetti ai lavori della sicurezza.
Va salutato positivamente il ripristino della compagnia dei carabinieri di Sansepolcro, una battaglia che insieme al territorio siamo riusciti a vincere per garantire maggiore presidio alla Valtiberina. Massima attenzione anche alla vicenda della sede del commissariato di polizia biturgense e ai presidi delle stazioni dei vigili del fuoco, sono soprattutto quelle periferiche che hanno bisogno di interventi migliorativi.

Il mio impegno a fianco dei professionisti aretini per la predisposizione di risorse per la manutenzione straordinaria del tribunale di Arezzo e la permanenza del servizio del tribunale fallimentare. Si deve proseguire verso la razionalizzazione dei costi come previsto dalla legge delega di riordino, ma Arezzo per numeri e caratteristiche non può fare a meno di un presidio come questo.
Positivo lo sblocco di risorse per la casa circondariale di Arezzo, l’amministrazione giudiziaria ha destinato 700 mila euro per i lavori al carcere San Benedetto che deve tornare ad essere interamente agibile, riducendo gli spostamenti del personale penitenziario da e verso Sollicciano.