Scuole sempre più vicine alle imprese e al mondo del lavoro, poli d’istruzione come luoghi di integrazione e di aggregazione dei giovani, per la loro crescita personale e nella società. Scuole sicure e accessibili con spazi idonei per laboratori e attività sportive, istituti superiori che abbiano un chiaro orientamento verso l’alternanza scuola lavoro, per favorire l’ingresso dei giovani nel mondo delle professioni o per prepararli alla carriera universitaria.

Pensiamo la scuola come un “ascensore sociale”, come il luogo per l’offerta di opportunità per tutti, per creare i nuovi cittadini. Ogni percorso scolastico è un viaggio comune per docenti e allievi, sin dalla fase educativa. Per questo è necessario promuovere la qualità dell’offerta avvalendosi di personale educativo e docente con alta qualificazione e attraverso la formazione continua in servizio, la dimensione collegiale del lavoro e il coordinamento pedagogico territoriale.

Dopo le risorse ricavate tramite lo svincolo del patto di stabilità che hanno consentino di intervenire in trenta plessi scolastici, in questi anni è stato possibile avviare un percorso per la ristrutturazione antisismica e per abbattere le barriere architettoniche dei plessi scolastici. È a questo settore che il Governo ha destinato oltre un miliardo di euro che consentiranno circa 1800 interventi in tutto il Paese, nel nostro territorio riguarderanno la primaria di Ponticino (135mila euro), a Cavriglia la primaria Dante Alighieri (con due progetti per oltre un milione di euro), la primaria di Castiglion Fibocchi (330 mila euro), la primaria Gori di Bibbiena (1,3 milioni di euro), la nuova scuola dell’infanzia di Soci (2 milioni di euro), la ricostruzione della Collodi di Sansepolcro (2 milioni di euro), l’ampliamento della Pertini di Subbiano (700 mila euro), la manutenzione della primaria di Pergine (690 mila euro), l’ampliamento della primaria di Bucine (280 mila euro). Su questa strada dobbiamo continuare in stretta collaborazione con i dirigenti scolastici e gli enti locali.
La sicurezza degli edifici è uno dei temi più delicati e che crea maggiori preoccupazioni tra i dirigenti scolastici, proprio perché si va ad operare all’interno di edifici vecchi. E’ inoltre importante ripensare l’organizzazione degli spazi educativi, in modo da favorire l’apprendimento, l’integrazione, la partecipazione e il benessere degli studenti.

Grazie al Piano Nazionale della Scuola Digitale, l’innovazione è stata messa al centro della pubblica istruzione. L’utilizzo delle nuove tecnologie da parte delle studentesse e degli studenti deve essere promosso come uso consapevole e non abuso. In questa ottica è essenziale che il corpo docente sia costantemente formato per sostenere il cambiamento portato dalla progressiva digitalizzazione del sistema dell’istruzione.

Il nodo cruciale resta quello dell’avvicinamento fra scuola e mondo del lavoro. Anche in questo senso negli ultimi 5 anni di Governo sono stati messi in campo nuovi strumenti e i dirigenti scolastici si sono fatti interpreti in maniera efficace di questa necessità. Si tratta di un cambiamento che ha anche un altro scopo, quello di ridurre la dispersione scolastica e contrastare il disagio giovanile. In questo senso va anche tutta la nuova attività di contrasto al fenomeno del cosiddetto cyberbullismo.
Nell’ottica di favorire l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro, è importante valorizzare i percorsi di istruzione tecnica superiore (ITS)

Quando si parla di organici della scuola bisogna tenere conto non solo dei docenti, ma anche di tutto il personale ATA, fondamentale per garantire il funzionamento di una scuola. Nell’ottica della valorizzazione delle scuole tecniche, dell’alternanza scuola lavoro, è importante incrementare le attività tecnico pratiche di laboratorio e avere molte ore di docenza con gli insegnanti tecnico pratici (ITP).

Importante è la Riforma 0-6, che ha visto promuovere la continuità del percorso educativo e scolastico. A questo percorso sono stati destinati 670 milioni di euro. Sicuramente è necessario che anche per il futuro vengano destinate molte risorse, che permettano di abbassare le rette e permettere a tutti i bambini di frequentare i nidi e le scuole dell’infanzia. Infatti molti studi dimostrano come i ragazzi che hanno frequentato le scuole dell’infanzia hanno un grado più basso di insuccesso scolastico nel proseguo degli studi.
E’ stato inoltre promosso il criterio della qualità introducendo l’obbligatorietà della laurea anche per il personale educativo. In questo contesto va promosso un percorso unitario di formazione del personale che andrà ad operare nello 0-6.
Va sicuramente definito il ruolo delle scuole paritarie dell’infanzia, che offrono un servizio importante ai bambini e le famiglie, servizio che va ad integrarsi con quello pubblico.