Arezzo deve diventare lo snodo primario per la viabilità del Centro Italia. Il nostro territorio in prima linea per la banda ultralarga, per servizi ferroviari sempre più connessi all’alta velocità, per un trasporto locale al servizio dei pendolari e per lo sviluppo della logistica merci su ferro. La crescita del nostro territorio passa anche per la realizzazione di reti di mobilità dolce, piste ciclabili e ciclo vie in favore dei cittadini e dei turisti. Il mio impegno per la realizzazione delle grandi e piccole opere di viabilità in un’ottica di utilità e sostenibilità.

LE STRADE
Il completamento della Due Mari è un obiettivo fondamentale per rendere il territorio aretino lo snodo principale della viabilità fra est ed ovest nel Centro Italia. E’ una soluzione cruciale per le aziende e anche per la valorizzazione turistica e avvicinerà le nostre città alle dorsali costiere.
Grazie all’impegno mio e di altri parlamentari, all’interlocuzione con il Ministro Delrio, il Viceministro Nencini e l’Assessore regionale alle infrastrutture Vincenzo Ceccarelli, sono state stanziate le risorse per il completamento dell’opera nel tratto aretino. Se sarò rieletto mi impegnerò a verificare con attenzione che il cronoprogramma venga rispettato, così come è successo negli ultimi anni per il tratto Siena Grosseto, affinché si giunga velocemente al completamento.

Il Casentino ha urgente bisogno di risposte, le soluzioni passano dagli sforzi che gli enti locali e la Regione vorranno condividere per rendere efficiente il sistema dei trasporti. Il ruolo del parlamentare del territorio nei confronti del Governo sarà quello di ascolto delle istanze e del coordinamento delle azioni migliorative.
Il Valdarno beneficia dell’ultima buona notizia nel panorama degli interventi del Governo, si tratta del finanziamento della bretella Coste-casello A1 per circa 13 milioni di euro che rappresenta una risposta alle esigenze di questo territorio e delle sue imprese. Altro obiettivo da perseguire è la realizzazione della terza corsia dell’Autosole nel tratto Incisa-Valdarno, il cui progetto di recente è stato presentato da Autostrade.
La Valtiberina attende da anni la definizione e la realizzazione del tracciato Le ville Monterchi – Sansepolcro e della relativa connessione alla E45, su questa infrastruttura si deve aprire un grande intervento di «sanificazione», perché mostra evidenti criticità. L’impegno per questa strada di grande comunicazione deve mettere in primo piano il concetto di sostenibilità. Le infrastrutture vanno realizzate, ma devono avere costi di manutenzione chiari.
La viabilità locale è quella che impegna le Amministrazioni comunali e la Provincia, a quest’ultimo ente il Governo ha destinato ulteriori fondi per le manutenzioni. L’obiettivo è dare a queste istituzioni le risorse necessarie, al fine di programmare gli interventi migliorativi per ridurre la pericolosità delle strade e realizzare bypass dei centri abitati per i mezzi pesanti e la circolazione veloce.

LE CICLOVIE
Lo sviluppo turistico del nostro territorio passa dalla realizzazione di un’offerta di percorsi dedicati alla mobilità lenta. Il progetto concreto è quello che mette in collegamento Casentino e Valdarno, si tratta della ciclovia dell’Arno Stia-Marina di Pisa che ha in programma stanziamenti per 18 milioni di euro.
La mobilità ciclabile deve essere incentivata anche nella quotidianità. Il mio impegno sarà rivolto alla creazione di incentivi per la razionalizzazione e interconnesione delle attuali piste ciclabili urbane. Su questo fronte serve creare una massa critica di utenti, dobbiamo fare in modo che i cittadini siano favorevolmente spinti ad abbandonare i veicoli a motore e ad utilizzare la bicicletta. Le cose vanno necessariamente di pari passo: costruzione di piste ciclabili e incentivi economico fiscali per chi abbandona l’autovettura.

LE FERROVIE
In questi anni, grazie all’impegno nei confronti di Trenitalia ed Rfi, sono stati raggiunti risultati importanti sia nel miglioramento delle stazioni ferroviarie, che sul numero di convogli ad alta velocità a servizio della nostra città. L’obiettivo per il futuro è quello di avvicinare il nostro territorio alle grandi destinazioni nazionali e agli aeroporti. In questi anni abbiamo mantenuto le corse degli Intercity, che rappresentano un’offerta primaria per gli utenti del servizio ferroviario. Di pari passo va proseguito il piano per il rinnovamento del parco rotabile a servizio degli utenti pendolari, riguardo ai quali occorrono precise garanzie sul mantenimento degli standard del trasporto regionale. Molto è stato fatto in questi anni, ma resta ancora molto da fare, come allo stesso modo anche per le piccole stazioni del nostro territorio. Queste strutture devono diventare luoghi ricchi di servizi per chi si sposta, serve dotarle di hotspot wi-fi e di concepire sistemi per la condivisione e l’interscambio di informazioni con i gestori delle reti, sia mentre ci si sposta, sia durante l’attesa in stazione.

LA RETE
Entro il 2020 il nostro territorio sarà raggiunto dalla banda ultralarga, fino a 400 Gigabit/s, è un passaggio fondamentale per lo sviluppo delle reti veloci per internet in mobilità (5g) ma anche per mettere in comunicazione tutti quegli oggetti (l’internet delle cose) che necessitano di dialogare attraverso la rete. Un progetto come quello portato avanti dalla società Open Fiber (composta da Enel e Cassa depositi e prestiti) prevede 220 milioni di euro di investimenti in Toscana nei prossimi due anni in favore della realizzazione di questa nuova infrastruttura, si tratta di un passo necessario per favorire lo sviluppo dell’industria 4.0.

LE ALTRE OPERE CIVILI
Non solo strade, ferrovie e banda larga, il nostro territorio ha bisogno di manutenzioni, grandi interventi di ristrutturazione e di nuove opere. La diga di Montedoglio e il sistema irriguo connesso rappresentano l’elemento principale di questo insieme. Quest’anno finalmente il grande invaso tiberino sarà ripristinato e potrà accogliere 50 milioni di mc di acqua in più, rispetto alla portata ridotta attuale. Sebbene a scartamento ridotto, il grande bacino ha resistito a un difficile periodo di siccità come quello della scorsa estate. Con il ripristino dello scolmatore della diga e la realizzazione dei tratti mancanti della rete di adduzione, completeremo un progetto ambizioso che porterà acqua di qualità ai rubinetti degli utenti e garantirà approvvigionamento sicuro alle aziende agricole.
Fra le principali emergenze del nostro Paese c’è quella della sicurezza idraulica, nel nostro territorio sono attese numerose piccole e grandi opere che permettano di abbassare il livello di rischio in caso di alluvioni. Serve completare le casse di espansione nel bacino dell’Arno e rendere ancora più efficiente il sistema delle manutenzioni ordinarie e straordinarie, attuando un coinvolgimento virtuoso degli agricoltori, specie nelle zone montane, secondo il principio del «custode del territorio».