La provincia di Arezzo, con una popolazione di oltre 344.000 abitanti si caratterizza per una forte propensione all’attività imprenditoriale. Con oltre 45.000 imprese Arezzo è la 18esima provincia in Italia per numero di imprese in rapporto alla popolazione. La consistenza delle imprese registrate in provincia di Arezzo, secondo i dati forniti dalla Camera di Commercio, è di 37.847 unità di cui 10.151 sono artigiane. Le localizzazioni di impresa (considerando le sedi principali e secondarie) sono infine 45.447, circa il 9% del dato regionale e lo 0,6% di quello nazionale, con una densità media di più di 1 impresa ogni 10 abitanti.
I macro settori di attività economica che presentano il maggior numero di imprese al terzo trimestre 2017 sono rispettivamente il commercio (22,4% del totale imprese), i servizi con esclusione di quelli di alloggio e ristorazione (21,9%), l’agricoltura (16%), le costruzioni (14,5%), il manifatturiero (14,4%), le attività ricettive e di ristorazione (6,9%).

IL COMMERCIO ESTERO
Arezzo è una delle province italiane con il maggior grado di apertura ai mercati esteri: oltre a presentare un export ai vertici nazionali in termini assoluti (16° posto nel 2016), se rapportato al numero delle imprese spinge la provincia ancora più in alto nella graduatoria nazionale (4° posto).
In flussi verso l’estero si sono attestati nel 2016 a circa 6,7 miliardi di euro, con un saldo commerciale verso l’estero positivo per oltre 2,7 miliardi di euro. Nei primi nove mesi del 2017 l’export aretino, se si escludono i flussi di oro non lavorato (-21,9%), ha presentato una brillante crescita dell’11,6% ottenuta grazie alle positive performance di quasi tutti i principali aggregati: gioielleria (+7%), moda (+31,5%), prodotti chimici (+7,3%), elettronica (+11,4%) e macchinari (+16,9%). Il forte orientamento della provincia di Arezzo ai mercati esteri trova conferma in alcuni indicatori:
1a posizione nella graduatoria nazionale dell’export per abitante
4a posizione nella graduatoria nazionale dell’export per impresa
16a posizione nella graduatoria nazionale dell’export in valore assoluto

L’ORO VALORE AGGIUNTO DEL TERRITORIO
Al fianco delle nostre imprese che costituiscono uno dei distretti più dinamici dell’export italiano. Ai nostri imprenditori serve anche manodopera qualificata, per questo occorre un patto con il mondo della scuola al fine di continuare a preparare figure tecniche e professionali in grado di mantenere e incrementare gli standard di qualità delle nostre produzioni.
I dati del terzo trimestre 2017 delle esportazioni del nostro distretto orafo (fonte indagine Banca intesa) ci parlano di un incremento dei valori. Il nostro compito in futuro sarà quello di continuare a creare le condizioni affinché non vengano decise politiche doganali che possano penalizzare il nostro importante comparto.

LE DIRETTRICI DI INTERVENTO
Le linee di intervento su cui si dovranno concentrare gli sforzi nel breve e medio periodo possono essere cosi’ declinate:
Potenziamento infrastrutturale: il gap accumulato sia per quanto riguarda le infrastrutture tradizionali che quelle innovative è ormai talmente ampio da costituire un serio ostacolo alla crescita imprenditoriale e al mantenimento della competitività delle imprese.Infrastrutture innovative: si tratta di fornire al tessuto economico le infrastrutture necessarie per favorire la nascita/sviluppo di imprese innovative, in particolare nel settore ICT (Polo digitale), di ridurre il Digital Divide che rappresenta un freno rilevante allo sviluppo digitale delle imprese (Banda Ultralarga), e infine di favorire l’inserimento e l’utilizzo delle nuove tecnologie digitali nelle imprese (sportelli assistenza/consulenza).
Sostegno alla diffusione delle pratiche sostenibili per il miglioramento della competitività delle micro, piccole e medie imprese che rappresentano il cardine del tessuto produttivo ed una forza economica primaria del territorio. Tali imprese trovano spesso difficoltà a dimostrare il loro effettivo valore ed il loro potenziale di crescita anche a causa dell’indisponibilità di strumenti efficaci per organizzare, promuovere e comunicare le loro attività. Accesso al credito, relazioni commerciali, rapporti con gli enti e con la comunità rappresentano spesso ostacoli insormontabili. Occorre una nuova visione. Saper fare benissimo un prodotto non basta al successo dell’impresa che è un organismo vivo ed integrato nella società e nell’ambiente. Le pratiche sostenibili consentono anche ai piccolissimi soggetti economici di integrarsi nel processo economico-sociale- ambientale e forniscono strumenti innovativi, utili ed efficaci per la gestione, la rendicontazione e la comunicazione delle attività anche sulla base di tutti quei valori immateriali o intangibili che determinano l’autentica ricchezza dell’impresa. Occorre pertanto promuovere, oltre alla cultura della sostenibilità, tutti quei modelli applicativi basati su di essa.
Sostegno alle imprese giovanili. In provincia di Arezzo ne sono presenti 3.233 per un totale di 6.026 addetti. Le imprese sono concentrate in particolare nel commercio, nelle costruzioni, nel manifatturiero, nell’agricoltura e nei servizi di alloggio e ristorazione.

Sviluppo del turismo e valorizzazione delle produzioni tipiche agro-alimentari: l’andamento del turismo aretino nel corso degli ultimi anni ha visto un progressivo miglioramento dei risultati: pur essendo passati dai circa 900 mila pernottamenti di inizio anni 2000 agli oltre 1,3 milioni del 2016, la provincia di Arezzo continua ad accaparrarsi solo una minima quota dei quasi 45 milioni di pernottamenti registrati in regione. Le politiche di promozione del settore turistico e gli interventi di valorizzazione del patrimonio culturale rappresentano un volano di sviluppo economico dell’intera provincia. Strettamente connessa alle politiche di valorizzazione del patrimonio culturale, anche la promozione delle produzioni tipiche e di qualità si inserisce nel novero degli interventi che possono contribuire allo sviluppo del turismo nel nostro territorio: sono sempre più importanti infatti i flussi turistici riconducibili all’interesse nei confronti delle produzioni tipiche dell’artigianato di qualità e delle eccellenze dell’eno-gastronomia.
Considerando che spesso i principali asset relativi al patrimonio culturale ed architettonico del territorio sono collocati nei centri storici delle cittadine, è importante questi continuino ad essere vivi. Accanto ad iniziative volte ad evitare l’abbandono residenziale è altresì fondamentale sostenere e conservare la rete di esercizi di vicinato che costituiscono uno dei collanti delle comunità dei centri storici e rappresentano non solo un’attività economica ma anche un presidio sociale a tutela della legalità.
Sviluppo e tutela dell’artigianato di qualità tramite iniziative di recupero dei Mestieri Antichi da attuare anche in collaborazione con gli Istituti tecnici e professionali: è di fondamentale importanza il potenziamento dei corsi rivolti in particolare alla formazione delle professioni richieste dai comparti orafo, della moda, della meccanica e dell’elettronica, che siano in grado di sfornare giovani con un livello di preparazione più vicino alle esigenze delle imprese aretine. Da recenti indagini si stima al 20% la difficoltà di reperimento da pare delle aziende di particolari profili professionali, in parte riconducibili a “mestieri” tradizionali;

Tutela della qualità dei prodotti aretini e Made in Italy di qualità, è una esigenza particolarmente sentita dalle imprese aretine, in particolare quelle dell’oreficeria e della moda, che mira ad una identificazione della tipicità ed autenticità del prodotto che possa permettere al consumatore di distinguerlo e di apprezzarne le intrinseche qualità. Occorre sostenere tutte le iniziative possibili tese ad introdurre l’obbligatorietà dell’etichettatura d’origine e favorire tutte quelle iniziative volte alla realizzazione di un “sistema di tracciabilità” dei prodotti anche al fine di percorrere una strada utile alla definizione una certificazione etica ed ambientale.
Accanto alle già citate azioni di sensibilizzazione ed avvicinamento delle imprese al digitale ed alle nuove tecnologie, è importante anche operare in modo da favorire le crescita dimensionale delle imprese locale, caratterizzate come nel resto del Paese da un pronunciato “nanismo”: in tal senso appare opportuno coordinare azioni di pressione a livello locale e centrale per favorire politiche di alleggerimento del carico fiscale che possano liberare risorse da reinvestire nella crescita dell’impresa. Occorrono politiche di sostegno ai processi di fusione e aggregazione, acquisizione di imprese, realizzazione o acquisto di marchi posseduti da imprese singole o associate. Tali interventi devono essere rivolti ad un controllo integrale a monte ed a valle della filiera;
Sostegno alla competitività delle imprese. E’ sempre più importante favorire la nascita di imprese, in particolare quelle innovative, in modo da rilanciare la crescita economica ed occupazionale, in particolare giovanile. Tale priorità, che passa anche dalla conferma degli incentivi del Piano nazionale Impresa 4.0 (iper e super ammortamento, nuova Sabatini, etc..), vuole favorire il passaggio ad un’economia locale più dinamica, capace di tornare a scommettere sulle sue energie migliori. L’azione potrebbe essere focalizzata su:
a) supporto alla creazione e allo start-up d’impresa, col fine di favorire la nascita di imprese, in particolare innovative.
b) supporto all’internazionalizzazione: mediante azioni di informazione, supporto organizzativo e assistenza alle PMI per la preparazione ai mercati internazionali che si potrà tradurre in interventi di formazione in ambito di internazionalizzazione. Accanto agli interventi di potenziamento dell’istruzione tecnica e professionale, primaria importanza riveste il rafforzamento dell’offerta formativa universitaria
Jobs Act: proseguire in questa direzione, togliendo la doppia tassazione sui contributi, aumentando le tutele di welfare allargato e riducendo i tempi della giustizia.
Fisco: completare la misura degli 80 euro, introdotta per i lavoratori dipendenti, estendendola alle partite Iva nella stessa fascia di reddito.In un fisco più semplice e moderno. Semplificare il modo con il quale si pagano le tasse è importante almeno quanto abbassare il carico fiscale. La dichiarazione precompilata e gli accordi tra aziende e agenzie fiscali segnano un cambio culturale nel rapporto tra cittadino-contribuente e istituzioni. Nella logica del superamento della dichiarazione dei redditi e nel rapporto sempre più stretto tra innovazione tecnologica e incrocio di banche dati, lavoriamo per un fisco sempre più semplice e in grado di ridurre la funzione di controllo, per diventare sempre di più consulente dell’azienda e del cittadino
Scuola-lavoro: avvicinare ulteriormente la scuola al lavoro. Sulla scia del Jobs Act e della Buona Scuola, disegneremo anche in Italia un canale formativo professionalizzante che si sviluppi, in maniera integrata, a livello secondario e terziario. Rafforzeremo gli Istituti tecnici superiori (Its) con l’obiettivo di raggiungere 100 mila studenti nel corso della prossima legislatura.
Industria: Realizzare una politica industriale incentrata su investimenti e competenze, ridurre le tasse su chi crea sviluppo, portando al 22% le aliquote Ires e Iri sul reddito delle nostre piccole e grandi imprese (che abbiamo già abbassato dal 27,5% al 24%). Aumentare la deducibilità dell’Imu pagata sugli immobili delle imprese e dei professionisti.
Piano Impresa 4.0: Renderemo strutturali gli strumenti del Piano Impresa 4.0 e creeremo un fondo per la reindustrializzazione. In questi ultimi mesi visitando le aziende del nostro territorio, ci siamo resi conto di quanto questo piano abbia fatto per accelerare i piani di innovazione e ricerca delle nostre imprese, che ci chiedono di andare avanti in questa direzione. I lavoratori avranno un diritto soggettivo alla formazione, che confluirà in un conto di attivazione personale, insieme a tutti gli strumenti di ricollocazione e garanzia del reddito.
Detassazione dei profitti reinvestiti: Generare un moto virtuoso per quelle imprese che crescono e che vogliono continuare con gli investimenti e la ricerca. Inoltre, il mio impegno sarà rivolto affinché le aziende trovino delle opportunità quando producono profitti che vogliono destinare alla ricapitalizzazione e all’innovazione. Voglio che i regimi relativi al superammortamento che la recente legge di bilancio ha calibrato al 130%