La nostra identità più profonda, così come la nostra economia, sono radicate su qualità e bellezza, entrambi questi elementi fanno parte dell’essenza del nostro territorio e del modello italiano. Da qui un impegno a lavorare sulle tre “A” fondamentali per tutelare qualità, bellezza e futuro del nostro territorio e del Paese: Ambiente, Agricoltura, Alimentazione.
Un impegno che passa attraverso azioni di sistema che spingano verso una economia sempre più «green», ovvero basata su un uso sempre più efficiente delle materie prime ed dell’energia e sul massimo rispetto dell’ambiente e della bellezza del nostro territorio. Su un tema come questo il lavoro del rappresentante del territorio deve essere costantemente in collegamento con i referenti italiani negli organismi internazionali e comunitari competenti.
Tale obiettivo non può essere conseguito senza il pieno coinvolgimento del nostro tessuto economico e produttivo. Se da una parte queste sono sfide che le nostre imprese portano avanti coraggiosamente ogni giorno, dall’altra è necessario assicurare misure a sostegno degli adeguamenti alle sempre più sfidanti normative in campo ambientale e degli investimenti in innovazione e hi-tech che tutto ciò richiede. Investimenti in grado di produrre lavoro e rendere più forti le nostre imprese, che investendo diventano più sostenibili e più competitive.
In tale contesto una specifica attenzione meritano quelle aziende, presenti anche nel nostro territorio, che hanno le loro fondamenta piantate nell’economia circolare, ovvero in attività di recupero, riciclo e uso efficiente delle risorse.

Accanto a ciò sostegno alla nostra agricoltura che è un’agricoltura di qualità e quindi alleata di una buona alimentazione. Occorre rafforzare il sostegno all’imprenditoria agricola come volano di economia e strumento di custodia dell’ambiente e del territorio. In questo senso va apprezzato il recente decreto legge quadro sul settore forestale, molto importante per il Casentino. Si tratta di proseguire nel solco fino a ora tracciato, rafforzando le iniziative tese a tutelare il reddito degli agricoltori a partire dalla formazione dei prezzi e sull’equa distribuzione del valore nelle filiere, incentivando una migliore organizzazione dei produttori, attraverso accordi di filiera, reti e distretti. Proseguendo con determinazione sulla strada della semplificazione e della lotta alla burocrazia in agricoltura. Puntando sul ricambio generazionale in agricoltura, sui giovani, attraverso il potenziamento di strumenti concreti come i mutui a tasso zero e la messa a disposizione di terre pubbliche.

Tra le azioni di sistema rientra la riqualificazione e la rigenerazione delle città. Serve rafforzare scelte coraggiose e concrete già intraprese come la rigenerazione urbana, l’attenzione per le periferie e l’approvazione di una legge nazionale sullo stop al consumo di suolo, prevedendo incentivi per il recupero dell’esistente e disincentivi per le costruzioni su suolo inedificato.
Nell’ambito delle azioni specifiche, tra quelle a salvaguardia di una risorsa cruciale come l’acqua, un’attenzione particolare merita, data la sua valenza strategica, Montedoglio. Accanto agli investimenti per il pieno ripristino della sua piena funzionalità e cruciale l’impegno per nuove risorse da destinare al potenziamento delle infrastrutture a servizio della rete irrigua, a servizio di aree vocate a agricoltura di qualità, ma anche per finalità idropotabili. Servono misure per rafforzare le buone pratiche in questo settore attraverso l’adozione di linee guida sulla gestione delle acque superficiali e i contratti di fiume, a questo proposito è necessaria una revisione della governance anche a seguito del depotenziamento delle Province che nel nostro territorio hanno ben operato. Un altro intervento di ridisegno del quadro normativo è necessario sul tema dei fanghi prodotti dalla gestione del sistema idrico integrato.

Analoga attenzione meritano altri asset presenti nel nostro territorio quale il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi e i Centri di ricerca in ambito agricolo, ambientale e forestale, attorno ai quali costruire modelli innovativi di gestione delle risorse naturali in grado di attrarre il turismo verde e nuove economie.
Riguardo la valorizzazione del patrimonio boschivo serve ribaltare il concetto da costo a risorsa. L’impiego del legno italiano per la bio edilizia può creare nuove opportunità di lavoro per un’edilizia di tipo innovativo. C’è l’opportunità di lanciare un marchio Casentino-Toscana per la promozione di uno stile architettonico a km zero ad alta efficienza energetica.

Un impegno per i territori marginali e montani, valorizzare le politiche per la tutela del paesaggio tramite il principio della sostenibilità, intesa come possibilità di ricavare un reddito dignitoso dalle attività svolte in aree marginali. In questo senso vanno adottate politiche che incentivino il presidio del territorio per il mantenimento dell’equilibrio idrogeologico e l’ottimizzazione della fertilità del suolo.
In questa direzione occorre stabilire un rapporto di scambio con gli enti di ricerca per il trasferimento di conoscenze e nuove metodologie di intervento. Il principio è che chi pratica agricoltura in territori marginali si fa carico della gestione de reticolo idrografico minore in modo da dare, alle aziende montane, maggiori responsabilità in cambio di un introito legato alla gestione del territorio stesso.
Le aziende agricole montane sono di dimensioni microscopiche e caratterizzate da conduzione familiare, a cui vanno alleggeriti i vincoli che limitano la libertà di azione dell’attività imprenditoriale, vanno incentivate le aggregazioni tra produttori fino alla fase di post-coltivazione e commercializzazione dei prodotti.