Newsletter n. 47 del 27/07/2018

Carissima, Carissimo,

questo è l’ultimo appuntamento prima di una breve pausa che vedrà riprendere la newsletter nei primi giorni di settembre.
Oggi vorrei affrontare un argomento di stretta attualità e legato a due acronimi: TAV e TAP. Queste due parole si differenziano solo per la lettera finale ma sono accomunate soprattutto da due elementi. Il primo è che sono due infrastrutture molto importanti, il secondo è relativo alla ferma opposizione alla loro realizzazione da parte del Movimento 5 Stelle.
Prima di tutto una brevissima spiegazione di queste due opere
La TAV è una linea ferroviaria di 235 km per merci e passeggeri progettata per collegare Torino e Lione e due regioni europee ad alta densità di popolazione. 

La TAP è un gasdotto sotterraneo di 870 km che prevede di collegare la frontiera tra Grecia e Turchia alle coste pugliesi che consentirebbe all’Italia e ad altri paesi europei l’approvvigionamento della materia prima rendendo il nostro Paese meno dipendente dai giacimenti di gas russo. Non entro nel merito di queste due grandi opere che, ormai da molti anni, sono state più volte oggetto di dibattito pubblico e hanno generato la nascita di comitati che si sono opposti duramente alla realizzazione. Allo stesso tempo leggo con stupore le notizie riportate dai giornali sulle imminenti decisioni che il Governo Conte vorrebbe prendere su queste due infrastrutture. In una breve sintesi: la Tav si blocca, la Tap si realizza. 
I retroscena raccontati nella stampa raccontano di un Movimento 5 Stelledeciso a consegnare ad una parte del proprio elettorato lo “scalpo” di almeno una di queste due opere.
Qui entra in gioco la mia valutazione che assume anche valore politico. In questi anni il Movimento 5 Stelle ha cavalcato ogni tipo di protesta, a volte riuscendo nell’impresa, grazie anche ad una spregiudicatezza politica notevole, di raccogliere il consenso da elettori che avevano esigenze opposte tra loro (ne è un esempio l’Ilva di Taranto dove è stato contemporaneamente promesso la chiusura e la continuità produttiva).
Il M5S ha usato parole fortissime contro queste due infrastrutture e più volte Alessandro Di Battista ha arringato i cittadini pugliesi contro la Tap (allego un video dove Di Battista afferma che arrivati al governo avrebbero bloccato l’opera in due settimane). Oggi il Movimento di “governo” sembra prendere una decisione diversa e “concede” il blocco di un’opera ma ne blocca un’altra. Credo che in questo modo di fare politica ci sia una profonda incoerenza perché così si sbaglia due volte. Prima di tutto non si doveva promettere di bloccare un’opera come la Tap per poi, arrivati al Governo, comprenderne l’importanza e consentire la realizzazione. Secondo, le motivazioni legate all’eventuale impatto di queste due infrastrutture sono simili e quindi perché una viene bloccata e l’altra no?
Vedremo cosa deciderà il Governo Conte e quali decisioni assumerà ma allo stesso tempo credo che questo modo di fare politica sia confuso, scorretto e vede trattare temi molto delicati con eccessiva spregiudicatezza.
A presto

Marco

P.S. Davide Casaleggio, il vero leader del Movimento 5 Stelle, ha dichiarato pochi giorni fa che la democrazia rappresentativa tra un po’ non esisterà più e sarà sostituita da altre forme di partecipazione diretta e, secondo lui, ancora più democratiche. Ecco, mi piacerebbe sapere dal Presidente dell’Associazione Rousseau e della Casaleggio Associati (che hanno anche la stessa sede) a quale meccanismo democratico si è sottoposto fino ad oggi e prima di acquisire un potere così significativo su molte decisioni che riguardano la politica del nostro Paese.

Approfondimenti

1 – Due brevi video di due esponenti del M5S sul tema della Tap: qui il video con Di Battista, qui il video con Di Stefano.
2 – Di seguito due interessanti articoli sulla Tav: “Pirandello e l’errore da evitare” di Mario Deaglio su La Stampa, “Conte sfida la Lega: stop alla Tav” di Tommaso Ciriaco e Diego Longhin su La Repubblica.
3 – Qui un articolo di Giovanni Belfiori su Democratica “I giornali di oggi / Uno vale nessuno: la democrazia secondo Casaleggio”.