Newsletter n. 46 del 13/07/2018

Carissima, Carissimo,

gli equilibri politici mondiali stanno cambiando con una velocità incredibile e, sinceramente, non avrei mai creduto che l’appuntamento con la newsletter, ogni due settimane, facesse così fatica a contenerli tutti. Come ho anticipato due settimane fa, l’Italia sta diventando un Paese centrale nei nuovi assetti geopolitici. Purtroppo il nuovo ruolo che ci viene riconosciuto, in particolare dagli Stati Uniti, non deriva dall’autorevolezza delle nostre politiche, dalla forza della nostra economia o, come successo in passato, dalla nostra posizione all’interno del Mediterraneo. L’Italia a guida “sovranista” oggi rappresenta la chiave per scardinare i fragili equilibri europei. Le istituzioni europee hanno compreso troppo tardi che l’Europa si stava trasformando più in una somma di egoismi, dove le tematiche dell’unione venivano usate dai singoli stati membri per finalità di politica interna, che in un progetto comune nel quale, alla moneta unica e ad una grande area di libero scambio, andavano affiancati rapidamente una politica economica, estera e di difesa comuni. A Paesi come l’Italia, che ha contribuito a costruire l’Europa dopo la tragedia della seconda Guerra mondiale e a garantire anni di pace duratura, dovrebbe spettare un ruolo diverso e invece osservo con preoccupazione l’atteggiamento del Governo Italiano. In questi giorni, purtroppo, ricorrono gli anniversari di alcuni fatti terribili che, in relazione a queste premesse, dovrebbero seriamente farci riflettere. Due giorni fa, per esattezza l’11 luglio, il mondo ha ricordato uno degli avvenimenti più tragici della storia del continente europeo e presente nella memoria di tutti come il massacro di Srebrenica. Era il 1995 e a pochissime ore di macchina dai confini italiani si consumavano gli ultimi atti, i più drammatici, della spaventosa guerra civile che vedeva coinvolti i territori della ex Repubblica di Jugoslavia. Guerra che, purtroppo, riprenderà successivamente in Kosovo e in Macedonia. L’11 luglio, a Srebrenica, 35 persone sono state tumulate durante le celebrazioni per l’anniversario del massacro avvenuto esattamente 23 anni fa. Perché questi corpi, o quello che ne rimane, hanno ricevuto una degna sepoltura a distanza di così tanto tempo? Perché purtroppo ci sono voluti tanti anni e l’analisi del DNA per identificare queste persone e perché la terra continua a restituire i corpi delle persone uccise e gettate nelle fosse comuni. Riccardo Michelucci, in un bell’articolo su “Avvenire”, ci racconta che Omer Dudic, all’epoca ventenne, oggi potrà finalmente seppellire i resti di suo fratello Nijazija e di sua cognata Remzija, all’epoca incinta di sei mesi.

In questi giorni, in particolare la Toscana, ricorda le stragi che nel 1944 precedettero la liberazione e il ritorno alla libertà. Proprio sabato, il 14 luglio, la mia città si stringerà attorno al ricordo della strage di San Polo. L’articolo di Michelucci mi ha fatto ricordare proprio alcuni dei drammatici fatti che accaddero nelle campagne aretine per opera delle truppe naziste e tra questi proprio l’uccisione di una donna incinta e le fosse comuni dove furono gettati i corpi degli aretini ai quali fu tolta la vita. Oggi che il sogno di un’Europa unita rischia di svanire dobbiamo trovare la forza per costruire un progetto comune. Da soli, gli Stati europei, sarebbero tutti più deboli di fronte alle sfide del futuro e persino con il rischio di tornare in conflitto. Solo insieme possiamo affrontare la grande tragedia umanitaria che si consuma nel Mar Mediterraneo e collaborare per dare un futuro diverso al continente africano. L’Italia ha due strade, può rappresentare le sue legittime istanze, ma contemporaneamente lavorare al rafforzamento delle istituzioni europee, oppure essere strumento consapevole della disgregazione europea. Purtroppo temo che per ora, chi governa questo Paese, abbia scelto la seconda strada.

Approfondimenti

1 – Qui l’articolo di Riccardo Michelucci su Avvenire “11 luglio 1995. Srebrenica, il ricordo del genocidio celebrato in sordina”.
2 – Qui un approfondimento sulla strage di San Polo del 14 luglio 1944 – scorrere fino in basso alla pagina.

3 –  A questo link trovi un Un approfondimento dell’aretino alberto evangelisti sul tema dei fenomeni migratori.
4 – Di seguito due interessanti analisi: “Quei puristi a due velocità” di Conchita Sannino su la Repupplica, “I numeri promuovono le due fasi di Tria-Savona” di Gianni Trovati su Il Sole 24 ore.