Newsletter n. 45 del 29/06/2018

Carissima, Carissimo,

ammetto che originariamente il contenuto di questo numero della mia newsletter era diverso.
Mercoledì sera, elaborando i recenti risultati delle elezioni amministrative e riflettendo sul futuro del Partito al quale ho aderito nel 2008 e sulla convulsa fase delle trattative europee sul tema dell’accoglienza ai migranti, avevo scritto alcuni contenuti che avrei voluto inserire in questa newsletter.
Allo stesso tempo però un fatto politico sul quale mi soffermerò nella seconda parte e che seguo da qualche settimana mi ha spinto a cambiare parte del contenuto.
L’Italia e l’Europa vivono una fase molto difficile. Il nostro Paese, consapevolmente o inconsapevolmente, rischia di diventare lo strumento di un disegno più grande volto a indebolire il progetto europeo.
Ricordiamoci che senza Europa saremo più deboli. Saremo in grado in futuro, vista la nostra posizione geografica, di sostenere da soli i flussi migratori, saremo in grado da soli di promuovere politiche di sviluppo nel continente africano, saremo in grado da soli di arginare la chiusura dei mercati che rischia di penalizzare le nostre esportazioni, saremo in grado di sostenere il nostro pesante debito pubblico? Temo di no.
Per questo mi auguro che il Governo Italiano approfitti di alcune condizioni favorevoli che vedono, nel temporaneo indebolimento dei Paesi guida dell’unione, Francia e Germania, la possibilità per il nostro Paese di ottenere risultati sul trattato di Dublino e su altre questioni di grande rilievo ma tutte volte a rafforzare il progetto di una Europa più giusta, più solidale, più integrata e meno burocratica.
Allo stesso tempo spero che questa fase così difficile serva per cambiare l’Europa e non per distruggere il sogno europeo, anche se in questo momento la politica degli Stati Uniti, e ne è un esempio l’invito rivolto da Donald Trump a Giuseppe Conte per il prossimo 30 luglio, è rivolta a privilegiare i rapporti bilaterali che acuiscono le divisioni tra i Paesi del vecchio continente.
Proprio dall’America, però, sembra arrivare una novità che rischia di incidere fortemente nel dibattito politico interno agli Stati Uniti.
Nei giorni scorsi la giovanissima esponente del Partito Democratico Alexandria Ocasio-Cortezqui un suo breve video di presentazione – ha sconfitto a sorpresa nelle primarie di New York il deputato uscente Joseph Crowley.
Un risultato, quello della Ocasio, che sembrava palesarsi negli ultimi giorni della campagna elettorale ma che ha comunque sorpreso tutti anche per la portata del risultato finale che ha visto prevalere la giovane attivista di origini portoricane, originaria del Bronx, su uno dei deputati più importanti del partito dell’Asinello con un risultato finale di 57,5% a 42,5%.
Con questa vittoria, che il presidente americano Trump ha forse bollato troppo prematuramente con un tweet dove scrive “I democratici sono nella tempesta”, potrebbe chiudersi una fase per il Partito Democratico e aprirsene un’altra di profondo rinnovamento.

 

La Ocasio, se dovesse essere eletta alle prossime elezioni di MidTerm che vedranno rinnovare il Congresso statunitense, rappresenterà, per la sua storia personale e per le sue posizioni politiche, un contraltare alla figura dell’attuale presidente più pericoloso di quanto lo stesso Trump possa forse immaginare.
Ho l’impressione, ma potrei sbagliarmi, che questa vicenda e la portata di questo risultato incideranno in modo significativo anche sull’evoluzione della politica europea.
Rispetto alle valutazioni sul futuro del Partito Democratico in Italia mi riservo di attendere l’assembra nazionale che si svolgerà a Roma sabato 7 luglio ma è innegabile che proprio la vittoria della Ocasio e le modalità con le quali è avvenuta possano aprire a nuovi e interessanti spunti di riflessione.
Di seguito trovi alcuni approfondimenti su temi di attualità politica e sugli argomenti di questa newsletter.
Marco

Approfondimenti

1 – A questo link trovi un mio commento di alcuni giorni fa sul primo intervento del Ministro Tria alla Camera. E’ incredibile come le sue parole si dissocino dalle promesse fatte in campagna elettorale dai due partiti che sostengono il governo, Lega e Movimento Cinque Stelle.
2 – Qui una interessante lettura da linkiesta “Flat tax irrealizzabile e rivolta delle imprese: i sogni di Lega e Cinque Stelle si schiantano sull’economia”.
3 – Qui un articolo da ilpost sul consiglio europeo in corso in questi giorni a Bruxelles “C’è un accordicchio europeo sui migranti – Non prevede cambiamenti vincolanti per nessuno ma solo su base volontaria, e non dice niente sulla modifica del Regolamento di Dublino”.