Newsletter n. 44 del 15/06/2018

Carissima, Carissimo,

così come accaduto nelle ultime settimane, anche i prossimi mesi saranno caratterizzati da un quadro nazionale e internazionale in continua evoluzione e da vicende politiche altalenanti.
L’esecutivo guidato da Giuseppe Conte ha completato solo due giorni fa la squadra di governo e proceduto alla nomina dei vice-ministri e dei sottosegretari. Ad una prima valutazione, ma ovviamente dobbiamo aspettare qualche mese, uno dei punti deboli della nuova compagine di governo appare proprio la figura del premier che, schiacciato dai due vice-presidenti Salvini e Di Maio, sembra non riuscire ad emergere come figura autonoma. Sicuramente il Presidente Conte pecca di inesperienza ma è opportuno, nell’interesse di tutti, che maturi presto consapevolezza del ruolo per evitare di indebolire, in particolare all’estero, l’immagine del Paese.
Chi, da subito, pare trovare vantaggio dalla debolezza di Conte è il leader leghista che in questi giorni, operando con spregiudicatezza e cinismo, ha deciso di impedire l’attracco della nave Aquarius nei porti italiani. Un messaggio fortissimo all’Europa che in questi anni forse troppe volte ha lasciato sola l’Italia rispetto alle drammatiche vicende che hanno visto il Mediterraneo al centro del fenomeno migratorio.
Un segnale lanciato con una freddezza ed una spregiudicatezza tali da spingere una parte dell’opinione pubblica a chiedere con forza l’apertura dei porti italiani. Una richiesta raccolta da molti sindaci di città costiere tra i quali quello di Livorno Nogarin che prima ha pubblicato un post sulla propria pagina Facebook per poi cancellarlo venti minuti dopo. Con il caso della nave Aquarius Salvini sta agendo su due fronti. Il primo è quello che riguarda l’Italia, dividendo il Paese in due e polarizzando parte dell’opinione pubblica a suo favore. Il secondo fronte è quello europeo con il saldarsi di un inedito Roma-Vienna-Berlino. Un asse che già dal prossimo Consiglio Europeo potrebbe puntare su una politica di difesa dei confini fuori dall’Unione Europea, come sta già sostenendo il premier austriaco Kurz che propone centri di identificazione fuori dai confini, appoggiato anche dal ministro degli interni tedesco e da alcuni paesi come Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria ma che preoccupa la cancelliera tedesca Merkel e il presidente Macron.
Sicuramente chi soffre di più tra i due partiti di governo, in queste prime fasi di legislatura, è il Movimento Cinque Stelle. Un partito, quello pentastellato, che ha costruito il proprio successo su programmi generici e contraddittori e che sul quale pesa, proprio nelle ultime ore, la vicenda complessa e articolata legata alla costruzione dello Stadio della Roma.

Tra le tante notizie di questi giorni ce n’è una che rischia di finire in secondo piano ma che avrà un impatto sulla nostra finanza pubblica e privata e assumerà un peso significativo nelle scelte future del Governo.
Con l’annuncio da parte del Governatore della BCE Mario Draghi dell’interruzione del Quantitative Easing, ovvero l’acquisto dei titoli di stato o di altre obbligazioni da parte della Banca centrale europea per immettere liquidità e combattere la deflazione, inizia una fase che lentamente vedrà aumentare il costo del denaro.
Allo stesso tempo il QE rendeva più stabili e sicure le aste nelle quali venivano “piazzati” i nostri titoli di stato. Tra le possibili conseguenze, quindi, c’è la maggiore esposizione del nostro Paese che, a causa del grande debito pubblico accumulato in passato, dovrà valutare con attenzione i prossimi interventi di spesa.
La decisione di Draghi era stata largamente anticipata nei mesi scorsi quindi appare ancora più incredibile come le forze che attualmente governano il Paese si siano potute lanciare in promesse mirabolanti durante la campagna elettorale. Promesse che oggi appaiono di difficile realizzazione e lo dimostrano le parole pronunciate dal ministro dell’Economia Giovanni Tria che ha chiarito, in un’intervista rilasciata domenica al Corriere della Sera, che i conti pubblici dovranno rimanere in ordine. A questo punto c’è da domandarsi se Tria stia parlando a titolo personale o per conto dei partiti di maggioranza.
Concludo con il mio personale ricordo dell’Avvocato Santino Tani. Ogni anno, il 15 giugno, mi preme ricordare la figura di Santino Tani, al quale fu tolta la vita assieme al fratello, il parroco Giuseppe Tani, e ad Aroldo Rossi nel carcere di Arezzo. L’avvocato Tani eroe della resistenza aretina fu ucciso poco prima che la città venisse liberata dall’occupazione nel 1944. Una figura di straordinaria importanza per la storia della mia città, un esempio per tutti, una persona che ha sacrificato la propria vita affinché gli aretini potessero riconquistare la libertà.
Marco

APPROFONDIMENTI

Suggerisco alcune interessanti letture per approfondire i temi trattati in questa newsletter:

1 – Andrea Monticini, aretino e professore all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, su Avvenire “Lo spread è il sintomo. La sostenibilità del debito la patologia”
2 – Francesco Checcacci, aretino ed esperto di economia e geopolitica, su Linkiesta “Spezzatino o gulasch: se l’Europa vuol essere mangiata la strada è quella del nazionalismo”
3 – L’intervista al Ministro dell’Economia Giovanni Tria sul Corriere della Sera “Le riforme devono rispettare i vincoli di bilancio”